Le caratteristiche dell'intero insediamento riflettono la vicenda storica della zona. Di importanza strategica fin dal tempo degli Etruschi, questo sperone collinare proteso sulla valle dell'Arno ha ospitato in epoca comunale un sistema di torri d'avvistamento fiorentine che nel tempo sono state trasformate per uso abitativo e lavorativo.
La ristrutturazione complessiva e l'edificazione della villa su costruzioni preesistenti, progettata da Raffaello Paganelli, è voluta, alla fine del Settecento, da Camilla di Paolo del Rosso, ultima erede della sua famiglia, andata in sposa a Massimiliano Libri.
Così, l'intera area che inizialmente appariva come un immenso bosco di cerri ha assunto definitivamente, nel corso dell'Ottocento, l'attuale fisionomia data dal succedersi dei poderi coltivati.
Gli interventi di razionalizzazione dell'impianto di fattoria, curati dagli stessi discendenti della famiglia Libri hanno mantenuto inalterato questo paesaggio, e neppure l'ultima guerra né il ritmo della ripresa industriale lo hanno cambiato in modo determinante.
Per saperne di più

